Cos’ é Navaratri?

In Sanscrito nava- significa nove e ratri- significa notte (proprio come per Shivaratri – la notte di Shiva) così, secondo la tradizione, durante questi dieci giorni consacrati alla Madre divina, celebriamo un rituale di adorazione per chiedere la sua grazia e la sua benedizione. In sanscrito riti significa “ritorno alla fonte”. Pertanto attraverso il rituale acquisteremo la capacità di tornare alla nostra origine divina, riscoprendo il Divino in noi stessi.

Generalmente Swamiji incoraggia gli aspiranti spirituali che lo desiderano, ad eseguire o ad assistere regolarmente ad una puja, perché durante il rituale, la mente e il corpo sono pienamente assorbiti nell’adorazione del Divino. É un modo per imparare a controllare la mente ed anche per purificarla. Contemporaneamente assorbiamo molta energia spirituale ed apprezziamo il legame fisico e mentale con il divino e il sacro.

Chi é la Madre Divina?

bhuvaneshwariLa Madre divina, la dea madre, l’aspetto femminile di Dio é stato venerato fin dai primi tempi del Paleolitico in numerose civiltà, mentre al contrario, il Cristianesimo ci ha sempre presentato unicamente un Dio maschile, benché qui nel nostro paese, il Belgio, le Vergini Nere, che si trovano ancora in certe chiese abbiano un’origine precristiana ed alcuni studiosi le considerano discendenti da un antico culto, celtico o greco romano. Agli inizi la Chiesa ignorò questo culto, ma piú tardi introdusse un culto simile, quello della Vergine Maria, il quale apparve in Europa durante il XII secolo, insieme alle prime grandi cattedrali gotiche.

Dio e l’energia divina sono chiamati “Madre” da coloro che La conoscono perché sentono e vedono che si prende cura di noi in modo perfetto e prova costantemente a farci realizzare la nostra vera natura divina, quella che abbiamo dimenticato. Se consideriamo l’essere supremo Brahma, che é trascendente, infinito, eterno ed al di là della percezione dei sensi e della mente, possiamo dire che quello che noi chiamiamo Madre divina é l’aspetto dinamico dell’essere supremo, il potere cosciente di Dio, la Sua forza manifesta, il Suo aspetto creativo.

“Lei é la forma manifesta del principio ultimo, Brahma.
Lei é eterna, senza inizio né fine.
Lei é l’inseparabile energia dell’Essere universale.
Lei é la totalità della coscienza,
l’origine dell’intelligenza e della saggezza.
Lei rappresenta l’origine di tutto ciò che é la fonte di tutte le cose.
Lei é la totalità dell’Universo.
L’Universo manifesto é il suo corpo.
La forma dello spazio é la Sua forma”
Dai Veda (le antiche sacre scritture) – riguardo la Madre Divina.

La relazione che esiste tra la Madre divina e Brahma é pertanto la stessa che esiste tra cio’ che è manifesto e cio’ che non è manifesto. Essi sono inseparabili poiché l’uno non puó esistere senza l’altro. Sono come il fuoco e il calore. Un altro semplice paragone è quello fra una batteria che possiamo vedere poiché é apparente e manifesta, una scatola, e l’energia elettrica che non possiamo vedere ma che é dentro la batteria, non manifesta. Nella batteria l’elettricità non é dinamica, é statica e quando guardiamo la batteria non possiamo immaginare la straordinaria forza che contiene. Ma appena facciamo le connessioni necessarie quella forza statica diventa dinamica, accende una lampadina, aziona dei motori, produce rumori e suoni, eccetera. La forza statica é diventata dinamica e si manifesta sotto diversi aspetti percettibili ai nostri sensi.

Le forme della Madre Divina – cosa rappresentano?

Secondo la cultura tradizionale indù, la Madre divina é una, ma viene rappresentata sotto diversi aspetti che prendono nomi differenti. Per spiegare l’essenza della Madre divina alla gente, gli antichi rishi insegnavano all’umanità come adorarla nelle sue manifestazioni di creazione, conservazione e distruzione. I nomi che corrispondono a queste tre funzioni sono Sarasvati, Lakshmi e Durga, sono i tre aspetti che incontreremo durante i giorni di Navaratri. Tre giorni sono dedicati a Durga, i tre seguenti a Lakshmi e gli ultimi a Sarasvati. Questo ordine di adorazione dei tre principali aspetti della Madre ha un significato profondo che vedremo mano a mano.

Durga

I primi tre giorni veneriamo la Madre divina nell’aspetto di Durga, la shakti di Shiva. La prima impressione nel vederla, potrebbe essere quella di venerare una dea terribile i cui attributi sono armi minacciose, ma prima dobbiamo comprenderne bene il profondo significato simbolico.

durga

In generale Durga viene rapresentata a cavallo di un leone. Il leone, il re degli animali, può significare anche la facilità di trovare cibo e anche la facilità di trovare ogni genere di beni e

piaceri materiali. Per giungere al Divino dobbiamo controllare completamente i nostri istinti animali.

Se osserviamo Kali, un aspetto di Durga assetata di sangue, vediamo che in una mano tiene una testa mozza che sanguina abbondantemente. Il sangue che sgorga dalla testa simboleggia gli aspetti rajasici (le passioni) degli esseri umani e significa che la passione rappresentata dal sangue non deve più comandare i nostri pensieri. I pensieri sono localizzati nella testa e spesso si parla di un flusso di pensieri. In India si dice che all’aspetto raja si dovrebbe sostituire quello sattva. Si ritiene anche che la testa sia il luogo in cui risiede la conoscenza jnana. Quindi la testa che sanguina indica uno stato di conoscenza perfetta, libera da attaccamenti e passioni, dopo che ci siamo liberati dalle forze negative dei legami dell’ego.

Quindi Durga distrugge per salvare, per costruire. Senza pietà per il nostro ego distrugge tutte le nostre imperfezioni, distrugge l’ignoranza per instillare la conoscenza, distrugge l’oscurità per riportare la luce. Per sviluppare le nostre qualità dobbiamo prima eliminare i nostri difetti e avere una solida base su cui costruire. Se preghiamo Durga, la sua energia divina interverrà nella nostra esistenza per aiutarci a farlo. Poiché il processo di eliminazione dell’ego è doloroso e significa liberarsi da tante vecchie abitudini e attaccamenti, Durga e soprattutto Kali sono rappresentate da immagini che possono essere interpretate come crudeli distruttrici. Ma in realtà tutto quello che fa la Madre divina è ispirato dall’amore puro per tutti i suoi figli, poiché vuole che ritornino a lei, la fonte originaria, e scoprano la loro vera natura fatta di beatitudine.

Durante questi primi tre giorni imploriamo la Madre affinché distrugga i nostri difetti e le tendenze negative, mentre negli ultimi 10 giorni si festeggerà la vittoria di Durga sul demone Mahisasura, ossia il trionfo delle forze positive su quelle negative, della luce sulle tenebre.

In generale Navaratri rappresenta la vittoria delle forze divine e superiori su quelle negative e malvagie che si manifestano nell’ingiustizia, nell’oppressione, nella vanità, nell’invidia, nell’egoismo, nell’orgoglio e in altri difetti che aumentano le sofferenze umane. A livello più personale, Navaratri rappresenta la vittoria dell’aspirante spirituale sull’ego. La filosofia secondo la quale si abbandona una forma per svilupparne un’altra è alla base della concezione della Madre come Durga e Kali. La necessità di abbandonare la natura inferiore ci permette di raggiungere le vette, non si tratta soltanto di una distruzione, ma di una trascendenza.

Mediante l’autoanalisi dobbiamo essere coscienti delle nostre tendenze negative se vogliamo distruggere questi aspetti indesiderabili. L’introspezione è necessaria, poiché se non conosciamo precisamente i nostri errori – come potremmo eliminarli? Se dopo aver individuato i nostri errori non facciamo nulla, rimarranno, perché per distruggere gli aspetti del nostro ego, dobbiamo essere ben determinati e avere una ferrea volontà. Se non avremo sradicato tutti i nostri difetti, risorgeranno alla prima piccola perturbazione che incontreremo nella nostra vita. La Madre nella forma di Durga ci aiuterà in questa prima fase.

Lakshmi

Dopo che Durga ci ha aiutato a purificarci, Lakshmi ci aiuterà nello stadio successivo, l’acquisizione delle virtù morali e spirituali. Lakshmi è la Shakti di Vishnu. Nella trinità di Brahma, Vishnu e Shiva, Vishnu è l’energia che mantiene e preserva il mondo. Per poter mantenere è necessario possedere, pertanto Lakshmi, che manifesta il potere di Vishnu, ha il compito di nutrire e di mantenere la terra. Pertanto è considerata anche la dea dell’abbondanza, della fortuna, della salute e della bellezza.

lakshmi

Se osserviamo Lakshmi vediamo che con una mano dispensa generosamente monete d’oro, mentre con l’altra concede la Sua grazia. Nelle altre due mani tiene fiori di loto. Il loto immacolato che nasce nelle acque fangose e stagnanti è associato al concetto di purezza.

Di questi tempi la gente dà sempre maggiore importanza ai beni materiali e sovente venera Lakshmi con la speranza di acquisire la ricchezza. Spesso diciamo che qualcuno ha successo perché ha un buon salario, possiede una grande casa, una seconda residenza, una grande macchina, un sacco di soldi, ma la ricchezza distribuita da Lakshmi non va intesa unicamente in senso materiale. In effetti Lakshmi c’insegna che la sola ricchezza che vale la pena di acquisire è la ricchezza interiore. Lei permette al ricercatore spirituale di acquisire tutte le ricchezze morali e spirituali necessarie per raggiungere la conoscenza, cioè la volontà, l’energia morale e anche la forza intellettuale. Questa è la ragione per cui Lakshmi è venerata dopo Durga, ma prima di Sarasvati…

Sarasvati

Dopo aver dedicato 3 giorni a Durga e 3 a Lakshmi giungiamo al settimo giorno in cui iniziano le tre giornate dedicate a Sarasvati, che significa letteralmente “Colei che ci dà l’essenza del nostro vero Sé”.

sarasvati

Sarasvati è la shakti di Brahma il creatore, quindi è considerata la madre di tutta la creazione. Rappresenta l’energia e l’intelligenza, la saggezza senza la quale non puo’ esistere una creazione organizzata. Lei è l’origine di tutte le cose (come abbiamo visto per il concetto di involuzione), ma è anche la conclusione, la meta da raggiungere nel processo evolutivo. Essendo all’origine di tutte le cose rappresenta anche la creatività, le scienze, le arti (pittura, musica, letteratura), le professioni e i mestieri e tutto quello che puo’ essere studiato. Pertanto è anche la dea degli scolari e degli studenti. In molte scuole in India le lezioni incominciano con una preghiera collettiva a Sarasvati.

La conoscenza è l’opposto dell’ignoranza e dell’oscurità, ecco perché spesso Sarasvati indossa un abito bianco, mostrando che l’esercizio dei suoi poteri è completamente puro. Viene rappresentata con una grazia e una bellezza straordinarie, seduta su un loto bianco.

Nei Veda è detto che in origine la prima manifestazione di Brahma era una vibrazione espressa nella forma del suono primigenio o pranava, il suono OM (non bisogna confondere Brahman l’assoluto non manifesto con Brahma il creatore). Troviamo la stessa idea nel prologo del Vangelo di San Giovanni “All’inizio era il Verbo e il Verbo era con Dio e il Verbo era Dio…”.

Questo spiega perché Sarasvati suona la vina, lo strumento che produce il puro suono primigenio. Tutta la creazione è la forma manifesta della musica della vina di Sarasvati. In una delle braccia a sinistra tiene un libro che rappresenta tutta la conoscenza, in una delle mani a destra tiene una collana che simboleggia tutte le scienze spirituali o yoga e le pratiche spirituali, comprese le tapas o austerità, la meditazione e la ripetizione dei nomi divini. In questo modo ci mostra che la conoscenza dell’intelletto non è sufficiente, ma è necessario sviluppare le qualità del cuore aprendo il chakra corrispondente. Con la collana nella mano destra e il libro nella sinistra – ci mostra che le scienze spirituali sono più importanti delle scienze naturali.

Al suo fianco un pavone dalle splendide piume rappresenta il mondo materiale in tutta la sua gloria ed è il simbolo dell’ignoranza perché – tutte le attrazioni del mondo ci allontanano dalla vera conoscenza.

Al lato opposto un cigno bianco rappresenta la saggezza, il discernimento e la conoscenza perché attraverso di esse raggiungeremo la vera conoscenza.

Prima Durga, poi Lakshmi, infine Saraswati – perche’ questo ordine?

Quando l’energia trascendente non manifestata si manifesta, quando l’Uno diventa multiplo e appare sotto forme diverse, al momento della creazione, si forma un processo d’involuzione che ci trasporta attraverso sfere sempre più grossolane fino a raggiungere la materia inerte. Quando inizia questo processo è Sarasvati, la shakti di Brahma il creatore, che interviene. Poi quando la creazione è avvenuta appare la funzione di conservazione e mantenimento con Lakshmi, la shakti di Vishnu. Inoltre, poiché ogni esistenza è peritura, interviene la distruzione con Durga, la shakti di Shiva. Tutto questo fa parte del processo di discesa nella materia.

Osservando l’ordine dei rituali a Navaratri: Durga, Lakshmi e infine Sarasvati, vediamo che seguiamo lo stesso processo in ordine inverso. E’ il processo evolutivo dell’uomo e della donna che ritornano alla fonte e raggiungono il Divino.

Abbiamo visto che l’inizio simbolico del viaggio spirituale di Navaratri, nei primi tre giorni dedicati a Durga, comporta la distruzione delle tendenze che ci legano alla materia. E’ a questo punto che interviene Durga, poi Lakshmi concede all’aspirante spirituale le qualità necessarie per avanzare con successo sul sentiero spirituale. Benché durante il processo d’involuzione, Lakshmi ci conceda i beni materiali, nell’evoluzione verso il Divino, ci aiuta ad acquisire e sviluppare le qualità morali e spirituali che si sostituiranno agli aspetti dell’ego, precedentemente distrutti da Durga. Ci aiuta a sviluppare la vigilanza, l’attenzione, la disciplina, il controllo di sé, la fermezza, la perseveranza e la determinazione.

Nono giorno: benedizione degli utensili

Il nono giorno, la vigile attesa prima della vittoria, è tradizionalmente il giorno della benedizione degli utensili. Significa anzitutto la benedizione delle armi, che potremmo definire utensili dei guerrieri, ma con il tempo sono stati inclusi tutti gli strumenti usati da uomini e donne per il loro lavoro quotidiano. Il vasaio venera la sua ruota, il carpentiere il suo martello, il conducente il suo carro, ecc. I musicisti fanno benedire i loro strumenti, gli artisti i loro pennelli, ecc. Gli studenti portano a benedire i loro libri scolastici.

Le armi che noi veneriamo sono in effetti i poteri divini dell’umanità. Come la parabola dei Vangeli, questo significa che ognuno di noi ha ricevuto certi talenti dal Divino e siamo responsabili del loro buon uso e dei loro frutti.

Decimo giorno: vittoria della Luce

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Il decimo giorno si celebra la vittoria di Durga sul demone Mahisasura. La mitologia racconta che il demone, dopo aver compiuto grandi sacrifici, ricevette dagli dei il dono di una vittoria continua sui suoi nemici e l’assicurazione che soltanto una donna avrebbe potuto vincerlo. Quindi egli andò all’attacco del mondo degli esseri divini, li vinse e usurpò il loro potere. I deva si riunirono per trovare insieme come conquistare il demone. Decisero di emettere tutti insieme una potentissima energia che avrebbe creato una grande luce che si sarebbe condensata dando forma al corpo di una donna, la dea Durga. Quindi ognuno di loro diede alla dea un’arma ed è per questo che la vediamo brandire un’arma in ognuna delle sue otto braccia: un tridente di Shiva, un disco di Krishna, un arco e una freccia da Vayu, ecc. Pertanto la dea viene rappresentata come l’insieme di tutti i poteri dell’assemblea degli dei, pronta a vincere il demone.

Mahisasura rappresenta le caratteristiche dell’ego dell’umanità: l’ignoranza e l’ostinato egoismo, la forza brutale che non tollera opposizione ai suoi obiettivi egoistici. Pur avendo trionfato sui deva fu vinto dall’insieme dei loro poteri, cioè da Durga.

Il solo modo in cui l’aspirante può essere vittorioso è riunire forza, energia e volontà per combattere contro queste tendenze negative. Allora il Divino intercederà per sostenerlo perché, come dice il proverbio: “Aiutati che Dio t’aiuta”.

Come mettere in pratica tutto questo?

Ciascuno deve fare la sua esperienza di Navaratri. Swamiji dice: “La Madre è nel vostro cuore”. Se utilizziamo questo periodo per aprire il nostro cuore e la nostra mente, per concentrarci e pregare la Madre Divina, per comunicare con la sorgente divina che è nei nostri cuori, certamente riceveremo da Dio grazia e benedizioni.

“Usiamo nomi per descrivere Dio. Qualcuno lo chiama Dio, Lakshmi, Muruga… ma noi non possiamo vedere questa grande energia, il Divino. Fate abhishekam, lavate la statua della Madre Divina nell’Ashram. Date un nome alla statua e la mettete in un posto particolare. Ma non state facendo l’abhishekam alla divina shakti, soltanto alla statua. Dov’è la shakti? Quella shakti è dentro di voi. Fate la puja alla shakti fuori, ma dovete arrivare allo stadio in cui fate la puja alla shakti, la divina energia interiore.”

 Swami Premananda

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