Gokula – La stalla nell’Ashram

(Intervista a Chitrangani:)

D: Potresti raccontarci di quando è stata costruita la prima stalla nell’Ashram e perché?

R: Quando i primi bambini indiani sono venuti ad abitare nell’Ashram, penso intorno al 1990, è stato necessario fornir loro il latte per il tè e, oltre a questo, il latte era necessario anche per gli abhishekam quotidiani. Così, Swamiji ha predisposto l’acquisto di tre mucche da latte per l’Ashram. A quel tempo queste erano sufficienti per soddisfare le esigenze dell’Ashram. L’Ashram è cresciuto e nel 1992, c’erano 16 mucche da latte e 12 vitelli. Oltre a 4 tori utilizzati per tirare il carro. Tutto il latte era utilizzato all’interno dell’Ashram, per il tè dei bambini e gli abhishekam. Mentre il letame era utilizzato come concime per i campi e gli alberi. Swami era molto appassionato di agricoltura. Così, c’era soprattutto la necessità di latte e in secondo luogo il bisogno di fertilizzante. Un altro motivo, per cui Swamiji ha voluto una Gokula (stalla) è perché è tradizione che un Ashram ne abbia uno, essendo le mucche considerate sacre in India. Successivamente, come il numero di bambini è cresciuto, Swamiji ha installato un sistema per la produzione di biogas da sterco di vacca, che è stato poi utilizzato per la cottura. Ciò ha permesso di ridurre l’utilizzo di legna in cucina, anche perché, procurarsi abbastanza legna è sempre stato un po’ problematico.

D: Puoi descriverci una giornata trascorsa ad occuparsi delle mucche?

R: Swamiji aveva dato istruzioni precise in merito – le mucche andavano lavate ogni mattina. La nostra giornata iniziava alle 5 del mattino con il prendere le mucche della stalla. Poi c’era da pulire e lavare l’intera stalla. Swamiji era molto severo a proposito di pulizia. Solo dopo che le mucche erano state lavate, avremmo potuto mungerle. Fatto questo, per mantenerle sane e forti, nutrivamo le mucche con cibo speciale – una combinazione di polvere di riso mescolato con grano nero, pula di riso e semi di sesamo. Verso le 9, davamo loro un po’ di paglia e alcune mucche erano portate al pascolo. A quel tempo, c’erano tre acri di erba verde riservati appositamente per le vacche da latte. 

Swamiji che guida il carro coi boui

Ogni venerdì, nel Gokula, era eseguita una pooja alle mucche. La mucca è Gomata. Dopo, in mattinata, le mucche venivano lavate, decorate con pottu e si spruzzava acqua di curcuma, tutto intorno, come disinfettante. La sera, era sparso fumo sambrani; che serve anche a tenere lontane le zanzare.  

Una volta al mese, veniva il veterinario a controllare lo stato di salute delle mucche. Questo è importante perché, come tutti sappiamo, solo mucche sane danno latte genuino. Ogni anno celebravamo il Pongal al Sole ed il Cow Pongal, alle mucche. Ci incontravamo per il bagno e per decorare le mucche con pottu e ghirlande, cucinavamo pongal dolce per le mucche e davamo loro delle banane da mangiare. Poi sarebbe stato ondeggiato l’arati e offerti fiori alle mucche. Queste tradizioni, nell’Ashram, continuano ancora oggi.

D: Hai qualcosa di speciale da raccontare sulle mucche?

R: Le mucche, per me, non sono solo animali. Nell’Ashram, ognuna ha un nome. A volte una di loro si liberava e scappava a pascolare sull’erba verde. Quando ci vedeva arrivare, provava tranquillamente ad andare a nascondersi dietro gli alberi, proprio come un bambino.

Il giorno dell’arresto di Swamiji, nel 1994, le mucche muggivano forte – “Ammaaa …”, uscivano lacrime dai loro occhi e correvano nervosamente per tutta la stalla. Purtroppo, dopo questo grave fatto, ogni giorno è morta una mucca, per sette giorni consecutivi. Non sappiamo perché; non sappiamo quale sia il loro rapporto con Swamiji; forse era dovuto al dolore. Come potete immaginare, sono stato molto turbato nel vedere tutto questo. Swamiji era solito visitare la stalla ogni giorno e lui era sempre tanto felice di vedere i vitelli appena nati, correre fuori per la prima volta. Nel 1998, il governo ha inviato alcune persone con un camion, a prendere le grandi mucche. Hanno preso molte proprietà dell’Ashram e volevano anche prendere le mucche da latte. Hanno provato e riprovato a tirare con forza le mucche sul camion, ma esse hanno protestato a calci. Non è stato possibile caricare neanche una mucca sul camion. Le mucche erano molto agitate. Le persone che sono venute a prenderle hanno notato questo comportamento e sono rimaste molto sorprese. 

Swamiji non voleva che nessuno picchiasse o costringesse le mucche. Ha detto che dobbiamo fargli il bagno e dar loro da mangiare con amore, come se fossero i nostri figli. Ha insistito sul fatto che la stalla e le mucche devono essere tenute molto pulite e che dovrebbero essere alimentate all’ora giusta. Si aspettava che le mucche fossero sempre pulite, proprio come voleva che lo fossero i bambini. L’erba costava ed era severo affinché nulla andasse sprecato.

Anni di Servizio nella Gokula

(Intervista ad Afrikananda:)

D: Hai lavorato sette anni nella stalla dell’Ashram – com’è stata la tua esperienza con le mucche? Come le vedi?

R: Lavorare con gli animali è una buona cosa, credo. Le mucche sono creature silenziose. Quando si offre loro servizio, bisogna cercare di capire le loro esigenze attraverso un linguaggio silenzioso; una sorta di linguaggio del corpo. A lavorare con loro – mungerle, nutrirle e lavarle – fa imparare ad avere compassione. Per me è amore in azione, perché non possono parlare o prendersi cura di se stesse. Prendersi cura di loro mi ha aiutato a sviluppare l’amore per tutti gli animali, e anche per le persone. Le mucche hanno tanta pazienza, hanno emozioni e hanno molto amore reciproco. Una volta ho visto come una vacca madre fosse alla ricerca di un vitellino che aveva perso la madre. Un’altra volta ho perfino visto un vitello piangere lacrime vere, dopo che era morta sua madre. Ho anche visto una mucca fare tre giri intorno al punto in cui il suo migliore amico era stato sepolto. Una volta una mucca ha unito le due zampe anteriori e si è inginocchiata di fronte a me, apparentemente chiedendo perdono per qualche torto che aveva fatto. Quando una mucca sente amore per te, puoi parlare con lei come con un essere umano; sono sicuro che sarebbe disposta a dare anche la vita per te. In India si dice che la mucca possa percepire quando il loro padrone sia in pericolo ed è pronta a sacrificare la propria vita per proteggerlo.

Ricordo anche una sera in cui tutte le mucche, dopo una giornata di pascolo, erano tornate nella stalla – tutte tranne un giovane vitello. Tuttavia, era già abbastanza buio e non avevo notato la sua assenza. Ero occupato a fare il mio lavoro nella stalla, quando vidi un vitellino partire ripetutamente in una direzione, come per mostrarmi di seguirlo. Dopo un po’, ho deciso di fare quello che voleva e ho cominciato a seguirlo. Abbiamo camminato insieme per un po’, lui indicava la strada, e, infine, siamo arrivati dal vitellino che era rimasto indietro. Per fortuna lo abbiamo raggiunto in tempo, perché un toro del villaggio si stava preparando per attaccarlo. Ho inseguito il toro con un bastone e camminato con i vitelli fino alla stalla.

D: Quali consigli ti ha dato Swamiji, per quanto riguarda il tuo servizio con le mucche?

R: Swami mi ha detto di prendermi cura di loro molto bene. Ha spiegato che le mucche sono animali sacri, che dovrei dare loro tutta la mia attenzione e che, attraverso di loro, avrei potuto imparare la spiritualità. Come ho già detto, credo che lavorare con le mucche sia un ottimo modo per sviluppare pazienza e compassione. Mi ha anche aiutato a capire gli altri e i loro problemi ed a controllare la rabbia.

D: Perché ci sono le mucche nell’Ashram?

R: È tradizione che ogni Ashram abbia una propria stalla, o Gokula, perché in India le mucche sono rispettate e venerate come animali sacri; come si può leggere nella storia della vita di Krishna. Inoltre, quando guardiamo le tappe dell’evoluzione, la mucca è l’ultima incarnazione animale. Inoltre, naturalmente, le mucche ci forniscono il latte – da mangiare, per le puje, per fare la cagliata, per il burro e il ghee oltre allo sterco di mucca che viene utilizzato per fertilizzare il terreno.

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