Come possiamo essere più uniti mentre offriamo servizio per il nostro Ashram?

SWAMIJI RISPONDE ALLE VOSTRE DOMANDE

Mi stai chiedendo dell’unità. Narayana! Vedi, normalmente, le donne non credono a quello che dicono le altre signore. Eppure le donne spesso credono a ciò che dicono gli uomini. Gli uomini credono anche agli altri uomini. Le donne devono imparare a fidarsi e credersi a vicenda. Devono essere chiare e aperte l’una con l’altra. Devono aprire i loro cuori alle altre donne. Quindi il mio primo punto è che non dovremmo fare distinzione fra maschio e femmina. Questa è la prima barriera all’unità nel mondo. Dovremmo avere fiducia e credere l’un l’altro. Dobbiamo avere fede e amarci a vicenda. Dobbiamo considerarci tutti come esseri umani, non come uomini e donne. Dobbiamo amarci dal cuore, non dal corpo. Questi sono i primi passi verso l’unità.

La maggior parte delle persone ha una mentalità ristretta. Dividono le persone in molte categorie. Qui in India, prima vedono la casta. Questo è il tuo lignaggio di famiglia e il gruppo cui appartieni, qualcosa che qui pensano sia di primaria importanza. Questo è l’inizio della ristrettezza mentale. Le persone che appartengono a qualche particolare casta o gruppo sociale sono uniti e possono sentire che le altre caste non dovrebbero partecipare alla vita della loro comunità. A quale religione appartieni – è un problema mondiale. “Quello è un cristiano e quell’altro un musulmano.” Da queste barriere le piccole differenze iniziano e si trasformano in grandi fratture, problemi politici e guerre civili.

Allo stesso modo, all’interno del nostro movimento, posso vedere piccole separazioni e differenze che inibiscono la crescita dell’unità. Quando v’incontrate per la prima volta, chiedete: “Da dove vieni?” L’uomo o la donna dello Sri Lanka dirà: “Sono dello Sri Lanka, sono un singalese, parlo inglese e singalese”. Questa è l’identificazione con la propria cultura e troppa identificazione disturba l’unità in un gruppo multiculturale. Pensate sempre: “Siamo Tamil e sono stranieri” o viceversa. Siamo tutti sul sentiero spirituale insieme, al servizio di una missione. La discriminazione, anche minima, disturba l’armonia all’interno di un gruppo. Dovremmo pensare che siamo tutti insieme. Non pensare “Tamil e stranieri, cristiani e indù”. Non posso accettarlo nella mia missione. (…)

Quindi, accettiamo, tolleriamo e cerchiamo di dimenticare tutte queste differenze. Facciamo funzionare i nostri Centri in un modo e in uno stile, a prescindere. Adottiamo un nostro stile e rendiamoci davvero individuali! Allora potremo dire: “Questo è il nostro stile!”. Se si introduce uno stile universale – sarà molto facile trovare l’unità. Uno stile alla Swami Premananda? Non ho uno stile particolare. Non mi aspetto nulla da voi personalmente. Non voglio niente in questo mondo.

Eppure spero e prego che possiate avanzare ad un livello più elevato. Non voglio, in alcun modo, che scendiate. Non voglio, in alcun modo, che vi roviniate la vita. Voglio che sviluppiate sempre più e raggiungiate il più alto livello spirituale. Avete ottenuto una buona opportunità per salire sempre più! Afferrate questa possibilità con entrambe le mani e fate del vostro meglio. (…)

Non aspettatevi di maturare in sei mesi o un anno – ci vuole molta pazienza. Precedentemente, mi avete chiesto un modo facile per raggiungere l’illuminazione. Anche la risposta è facile: siate semplici, siate umili, servite i vostri simili e imparate il segreto dell’amore puro e divino.

Jai Prema Shanti

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