Le esperienze dei devoti

Di Nagulan, Coordinatore del Centro Sri Premananda di Vlamertinge, Belgio

Da circa sei settimane, mia moglie ed io siamo rientrati nella nostra casa in Belgio dal soggiorno nell’Ashram, durante Mahashivaratri e ogni giorno mi trovo ad essere ancora lì con la mente – durante il giorno improvvisamente mi viene in mente un bhajan ed inizio a cantare.

Quest’anno, Mahashivaratri e il nostro soggiorno nell’Ashram sono stati una bellissima esperienza. È stato diverso rispetto agli anni precedenti e, da quando siamo tornati a casa, sono in grado di mantenere questo sentimento di gioia che avevo nell’Ashram. Mi sono anche chiesto perché questo accada e, secondo me, ci sono quattro motivi.

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Di Kartik, Polonia

Quando Swamiji nel 2011 è entrato in mahasamadhi, abbiamo pensato che fosse ancora spiritualmente con noi e che, da quel momento in poi, il suo sostegno sarebbe stato ancora più forte. Tuttavia, un giorno, mentre facevo la puja al Lingam che Swamiji mi ha dato, ho considerato come una parte del suo corpo fisico viva ancora con noi: i Lingam da lui generati durante il Lingodbhava. Swamiji ha detto molte volte che questi Lingam sono fatti del suo sangue quindi penso che la mia conclusione sia abbastanza corretta.

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Di Rosa, Centro di Unità Premananda, Amelia, Italia

Volendo definire la personalità di un maestro ci troviamo di fronte al problema della dualità fra la persona fisica e la vera natura del maestro. Generalmente ci si limita al primo aspetto perché sembra più semplice schizzare un ritratto basato su fatti e aneddoti. Il secondo aspetto viene citato molto più raramente perché per descriverlo avremmo bisogno di parlare di sensazioni, esperienze interiori, modi di sentire, momenti particolari e altri elementi sottili che pur essendo reali per noi non sono sempre riconducibili a qualcosa di tangibile, ma esistono soltanto nel profondo del nostro essere.

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Di Madhan

La prima volta che sono entrato in contatto con Swamiji è stato indirettamente attraverso la visita ufficiale di uno dei discepoli sannyas di Swamiji, al centro Sri Premananda di Grenoble, in Francia nel 1996. Avevo venti anni ed ero più interessato a cose da giovani e ai miei studi, che a cose spirituali. La mia famiglia era in spiritualità da anni essendo la partner di mio padre, Dhanalakshmi, la responsabile del Centro di Grenoble, così non ho mai dimenticato Swamiji. Nel2000, dopo aver terminato gli studi in Irlanda ed essermi trasferito negli Stati Uniti, è arrivato il momento di trovare un lavoro: fare il mio primo passo in un mondo di uomini e restituire il mio debito di studente. Tuttavia, nonostante le buone referenze non riuscivo a trovare un lavoro. Passavano i mesi e mi sentivo preoccupato e triste per questa situazione. Un giorno mia madre mi ha detto: “Perché prendi tutto questo così sul serio? Forse dovresti smettere di cercare questo lavoro per un po’. Cosa ci vuoi fare se non puoi ottenere quello che desideri?”

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Di Manimekhala

Sette anni fa avevo deciso di andare al Centro Sri Premananda di Villa Carlos Paz, in Argentina. A quel tempo ero depresso perché non potevo trovare un profondo significato alla mia vita e un mio amico mi disse, “Vieni con me! Ti porterò in un posto davvero speciale che ti farà sentire bene!”.

La prima volta, ho assistito al programma che si tiene regolarmente ogni domenica e da quel momento ho veramente sentito la necessità di ritornare e partecipare a tutte le attività. All’inizio, credevo a Swamiji non più di quel tanto e non facevo nemmeno meditazione. Tuttavia, in ogni attività del Centro cui partecipavo, mi sentivo più leggero e più forte e questo è stato di grande aiuto alla mia vita quotidiana.

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Di Balan

Le persone entrano nella nostra vita per diverse ragioni. Alcuni vengono per aiutare, alcuni a sostenere, alcuni vengono per motivare, molti per condividere e godersi la vita con noi. Il nostro primo rapporto è con i genitori. Quando si matura, i nostri rapporti si allargano a fratelli, coniuge, amici, parenti, colleghi, figli e così via. Alcune relazioni svaniscono e qualcuna nuova si presenta. Non ci sono regole o leggi cheregolino queste relazioni. È un effetto spontaneo.

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Di Svati

Nell’ottobre del 2008 sono andata a vivere a tempo pieno nell’Ashram Sri Premananda. Quando sono arrivata, avevo chiesto a Swamiji se potevo offrire servizio. Lui mi aveva risposto che era una buona idea e mi è stato assegnato un ruolo particolare che sto ricoprendo dall’anno scorso. Quando ho iniziato a servire, non capivo il profondo significato di ciò che voleva dire portare avanti un dipartimento. Prima di cominciare il mio lavoro ero solita meditare e pregare Swamiji quotidianamente e sentivo molto la sua vicinanza. Tuttavia, da parte mia, il mio rapporto con lui non era molto profondo. Volevo sentirmi vicino a Dio e al mio Guru ma non ero pronta a lasciare il mio attaccamento ai desideri egoisti, a ciò che volevo e a come volevo che andassero le cose.

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Le mie esperienze con Swamiji Questo è un discorso dato da un residente dell’Ashram in occasione dell’apertura del tempio Sri Premeshvarar, nel febbraio 2012. Voglio condividere la mia esperienza sul servizio svolto da Swamiji. Nei quattro o cinque mesi precedenti …

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